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SANITA' E SALUTE

Rete Italiana della Tossina Botulinica, un neurologo catanzarese ai vertici

Francesco Bono eletto coordinatore nazionale 

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Lunedì 20 Marzo 2017 - 16:3

Importante riconoscimento scientifico ad un neurologo calabrese: il dottor Francesco Bono, neurologo presso l’Unità Operativa di Neurologia dell’Università Magna Graecia, è stato eletto coordinatore nazionale della Rete Italiana della Tossina Botulinica.

Il 17 marzo scorso, infatti, si è tenuto a Roma il congresso costitutivo della Rete Italiana della Tossina Botulinica. Il congresso ha avuto un notevole successo ed ha visto la partecipazione numerosa di esperti provenienti da tutte le regioni italiane.

Nella importante sessione scientifica hanno tenuto delle relazioni di aggiornamento alcuni tra i maggiori studiosi italiani di tossina botulinica (C. Montecucco, Padova; F. Bono, Catanzaro; P. Girlanda, Messina; G. Defazio, Bari; E. Alfonsi, Pavia).

In particolare il dottor Bono ha comunicato la scoperta della prima descrizione artistica di una distonia facciale. Lo studio sulle distonie del dottor Bono, condotto in collaborazione con il British Museum di Londra e la Libreria Leonardiana di Vinci, è stato pubblicato sulla più importante rivista internazionale di neurologia (Lancet Neurology).

La Rete Italiana della Tossina Botulinica (RITB), un gruppo di studio della Società Italiana di Neurologia, ha il fine di unire in una rete nazionale i medici specialisti esperti del trattamento con tossina botulinica delle malattie neurologiche. Tale associazione nazionale è nata su iniziativa di alcuni neurologi esperti di tossina botulinica, ed il dottor Bono è stato uno dei promotori italiani di questo progetto organizzativo nazionale.

Alla fine del congresso l’assemblea generale a riconoscimento dell’attività scientifica e del ruolo organizzativo svolto ha eletto il dottor Bono come uno dei tre coordinatori nazionali della Rete Italiana della Tossina Botulinica (RITB).

Il dottor Francesco Bono, neurologo presso l’Unità Operativa di Neurologia dell’UMG diretta dal prof. Aldo Quattrone, è stato tra i primi in Italia meridionale ad utilizzare la tossina botulinica a scopi terapeutici. Da più di due decadi, infatti, il dr. Bono ha iniziato a curare con tossina botulinica alcune malattie neurologiche che causano gravi disabilità e sofferenza nei pazienti.

La tossina botulinica, infatti, ha rappresentato nell’ultima decade una delle maggiori innovazioni terapeutiche nella cura di patologie prima poco curabili, quali i disordini del movimento (blefarospamo, emispasmo facciale, distonie craniali e facciali, torcicollo spasmodico, distonie degli arti), la spasticità muscolare causata da ictus e da paralisi cerebrale infantile-sclerosi multipla-traumi craniovertebrali, l’iperidrosi idiopatica ascellare, l’emicrania cronica intrattabile.

Quest’ultima indicazione terapeutica ha rappresentato una notevole innovazione nella cura delle cefalee croniche intrattabili, una patologia che in Calabria colpisce migliaia di giovani donne ed uomini ed è causa quotidiana di grave disabilità con perdita di molti giorni di lavoro.

Da molti anni, perciò, il dottor Bono ha attivato presso l’azienda Ospedaliero-Universitaria “Mater domini” di Catanzaro un centro per la terapia con tossina botulinica delle malattie neurologiche. Il centro per la terapia con tossina botulinica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Mater domini” di Catanzaro è stato il primo ad essere operativo nella regione Calabria, ancora oggi per alcune patologie è l’unico centro attivo.

Recentemente rinnovato nelle sue attrezzature e locali dai dirigenti della Azienda Ospedaliera Universitaria “Mater Domini” (A. Belcastro e C. De Filippo), e munito di personale paramedico dedicato, è stato così adeguato alle necessità dei numerosi pazienti provenienti da ogni parte della Calabria e per alcune patologie anche extraregionali. L’obiettivo del dottor Bono e dei dirigenti dell’A.O.U. è stato quello di rendere disponibile una cura innovativa per i pazienti calabresi. In tal modo un servizio pubblico moderno e di qualità consente oggi di evitare le costose emigrazioni dei malati calabresi.



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